Mai adeguata.

 

Conoscevo Camelia già da diversi mesi.

Una donna molto dolce e molto premurosa. Nei suoi occhi vispi trapelava un misto di incertezze e paure, miste a curiosità e voglia di vivere ed esserci per le persone che ama. Dopo diversi mesi che le proposi un servizio fotografico, così per gioco e come regalo, si decise a farlo. Arrivò da me con la sua valigia di abiti colorati. tra cui spiccavano toni di rosso e lingerie delicata. Originale e semplice al tempo stesso, iniziammo a chiacchierare come si fa tra vecchie amiche. Il passato ed il presente si mischiavano nei suoi racconti, ma Camelia non si fece fermare dalle paure del passato. Mi confidò di essersi decisa a venire da me così, solo per gioco e curiosità. Fu semplice giocare assieme e la mattina scivolò via con facilità. Fui felice di vederla a suo agio e di aver fatto sì che la sua bellezza e la sua spontaneità rimanessero invariate e anzi, venissero fuori nella loro naturalezza. Quando iniziai ad inviarle le foto, però, mi chiese di non condividere mai le foto più femminili e sensuali, perché per lei, quel seno così morbido e pieno, era da tenere nascosto. Piano piano, col passare dei giorni, mi confessò che, per diverso tempo fu tentata di venire a farsi fotografare ma non si sentiva mai pronta: troppo grassa, troppo gonfia, troppi brufoli, poco luminosa, poco interessante...

C'era sempre un troppo o un troppo poco.

Comunque mai abbastanza, così come per i suoi grandi amori della vita.

 

Mi confessò che, pur non sentendosi del tutto a suo agio trovandosi in un set fotografico, riuscì a lasciarsi andare e solo così poté rivedersi: Bella e Sensuale.

Così come si vede, si, ma solo ogni tanto. Solo quando la sua altalena interiore glielo permette, nella sua costante ricerca di equilibrio, in quel suo unico e speciale percorso di riscoperta di amore per Sé stessa.

"Queste foto sono il dolore che va, e la Luce che arriva".

 

Grazie Camelia.